mercoledì 14 novembre 2012

La storia di un faggiano o Independent Study Project: Wild Pheasant

Questo è un periodo fertile per noi Food Fairies, un periodo in cui abbiamo deciso di dedicarci più che mai alla nostra formazione  per fare un ulteriore salto di qualità in un mestiere di cui siamo ormai innamorate. Ognuna per la propria strada (parallela), senza però perdere di vista quello che abbiamo creato insieme, ci stiamo impegnando a imparare sempre di più.

In questa ottica, oltre ai nostri rispettivi progetti elettrizzanti (di cui scriveremo prossimamente), continua con un ritmo sempre più spietato l'auto-didattica, grazie ai numerosi libri e manuali che abbiamo raccolto negli ultimi tempi.

In particolare vi racconto della mia esperienza personale con un certo faggiano. 

Pervenutomi grazie a Bruno, la persona che lavora nell'azienda agricola della mia famiglia (e senza la quale non avremmo nessuna azienda agricola), il malcapitato pennuto è stato preso poiché ha avuto la pessima idea di sconfinare nella nostra proprietà. Ed è così che mi ritrovo con un bel regalo in frigo. Devo ammettere che non so bene che cosa farmene, anche perché sono sotto evento, con trecento canapés da preparare, e sinceramente non ci posso neanche pensare. Pertanto il volatile viene riposto in frigo fino a nuovo avviso.

lunedì 15 ottobre 2012

Corso-degustazione con Guest Chef David Levi: La Nuova Cucina Nordica incontra l’Italia


(scroll down for English version)





Nordic Meets Italy: una "Food Tasting Experience" con due tradizioni a confronto



Data e orario: giovedì 25 ottobre 2012 ore 17:00-20:00
Location: Centro Sportivo Olgiata 20.12 Via Guido Cantini, 4 - 00123 Roma (Olgiata)
Costo: 50 euro
Iscrizioni: chiamare Sara 339.1002986 o Nuvola 329.7483864

IL CORSO E' IN LINGUA INGLESE.


Nel suggestivo contesto di un ristorante moderno con ampie vetrate sul verde dell'Olgiata e con una meravigliosa cucina a vista, chef Newyorkese David Levi, reduce dalle sue esperienze dietro le quinte di alcuni dei ristoranti più "chiaccherati" del mondo (fra cui il celebre NOMA a Copenhagen e Fäviken in Svezia), parlerà del movimento della Nuova Cucina Nordica e preparerà dei deliziosi assaggini utilizzando esclusivamente materie prime italiane, con gli antichi criteri della cucina Nordica. L'enfasi sarà sugli ingredienti: a Km 0, biologici e preferibilmente selvatici. Alcuni più vicini alle nostre tradizioni, altri più inaspettati. I cereali non vengono utilizzati e pertanto questo modo di cucinare è ideale per chi segue una dieta Paleo, low-carb o senza glutine. 



DESCRIZIONE DEL CORSO

“Wildness”: semplicità, integrità, cibo “vero”. 

La Nuova Cucina Nordica ridefinisce i valori e l’estetica del fine dining al livello globale. Gran parte della genialità dei ristoranti come Noma (di René Redzepi) a Copenhagen e Fäviken (di Magnus Nilsson) nel nord della Svezia, è dovuta proprio alla loro attenzione al passato. 

Le antiche tradizioni e profonde conoscenze delle piante e degli animali selvatici, dei funghi, delle tecniche di stagionatura e conservazione, dall’affumicatura alla conservazione in salamoia alla fermentazione; la selezione delle razze più antiche in base al sapore e alla bellezza; il saper riconoscere il momento esatto della raccolta e il modo migliore di trattare ogni materia prima con il massimo rispetto, massimizzandone il potenziale: tutto questo forma la base della Nuova Cucina Nordica. 

Nilsson parla del “rektun mat” (cibo vero). In Italia è da tempo immemorabile che si prepara il cibo vero: esistono infatti molti elementi comuni fra le due filosofie gastronomiche, entrambe in netto contrasto con quelle della “haute cuisine” francese.

In questo corso lo chef statunitense David Levi parlerà del singolare approccio degli chef Nordici e il movimento culinario “farm-to-table” (filiera corta) che si sta svolgendo in contemporanea negli Stati Uniti e come questi movimenti importanti potrebbero introdurre nuove idee in Italia, pur mantenendo integro il rispetto del principio fondamentale della gastronomia Italiana e cioè quello della preparazione del cibo vero.

Il corso, in lingua inglese, è dimostrativo e include una degustazione dei piatti con vini in abbinamento.

Leggi la biografia di David Levi in questo post.








Nordic Meets Italy: a "Food Tasting Experience" mashing up two ancient food cultures




Date and time: Thursday, October 25th from 5 to 8 pm 
Location: Centro Sportivo Olgiata 20.12 Via Guido Cantini, 4 - 00123 Roma (Olgiata)
Cost: 50 Euro
To book: call Sara 339.1002986 or Nuvola 329.7483864

COURSE WILL BE HELD IN ENGLISH.


In the evocative setting of a modern restaurant boasting broad views of the Olgiata countryside and with a gorgeous open kitchen, New York chef David Levi, fresh from his experiences behind the scenes at some of the world's most talked-about restaurants (including NOMA in Copenhagen and Fäviken in Sweden), will talk about the popular New Nordic Cuisine movement and will prepare some delicious snacks using 100% Italian ingredients using the principles of the ancient Nordic tradition. The emphasis will be on the ingredients: local, organic and preferably wild. Some very traditional, some more surprising. There will be no use of grain, so this type of cooking is ideal for those who are following a Paleo, low-carb or gluten-free diet. 


COURSE DESCRIPTION



Wildness.  Simplicity.  Integrity.  Real food.  

The new Nordic cuisine has redefined the values and aesthetics of global fine dining.  Much of the brilliance of Rene Redzepi's restaurant Noma in Copenhagen and other cutting edge Nordic restaurants like Magnus Nilsson's Fäviken in northern Sweden lies in their attention to the past.  

Time honored knowledge of wild plants, animals, and mushrooms, of aging and curing techniques, of smoking food, pickling it, or fermenting it, of selecting heirloom breeds for flavor and beauty, of knowing just when to harvest, just how to treat each ingredient with a maximum of respect to bring forth its maximum potential, all this is at the heart of new Nordic cuisine.  

Nilsson speaks of making "rektun mat," literally "real food."  Of course, Italians have been making real food since time immemorial.  There is much that links the underlying philosophies of Italian and Nordic food, both in contrast to French "haute cuisine."  

In this class, American chef David Levi will explore the unique approach of Nordic chefs and the related "farm-to-table" movement in the United States and see how these movements might bring new ideas to Italy while honoring the core Italian culinary principle of making real food.

The course will be held in English and will include a degustation of dishes and wines. 

Read David Levi's bio in this post.

Date and time: Thursday, October 25th from 5 to 8 pm 
Location: Centro Sportivo Olgiata 20.12 Via Guido Cantini, 4 - 00123 Roma (Olgiata)
Cost: 50 Euro
Reservations: call Sara 339.1002986 or Nuvola 329.7483864


giovedì 11 ottobre 2012

Nordic meets Italian: siete pronti?!?

(scroll down for English version) 

Un poeta-chef da New York. Due culture gastronomiche a confronto. La riscoperta del selvatico e delle venerande tradizioni vichinghe. Il "rektun mat" (cibo vero) come descritto da Magnus Nilsson di Fäviken e René Redzepi di NOMA. Il movimento farm-to-table che sta rivoluzionando la gastronomia nordamericana. 

La locandina del Copenhagen food festival 2012

Volete saperne di più? Stay tuned per i dettagli sul corso o scriveteci. 

Il corso è dimostrativo e include una degustazione dei piatti con vini in abbinamento.

Data e orario: giovedì 25 ottobre 2012 ore 17:00-20:00

Location: da comunicare 

David Levi nasce a New York City e cresce nei Berkshires e, in parte, anche in Toscana, dove si innamora del cibo. Dopo la laurea al Dartmouth College e un master in poesia al Bennington College inizia a lavorare a New York presso i ristoranti Sabor e Trattoria Gigino. Seguono una serie di collaborazioni: in Toscana presso le celebri macellerie di Stefano Falorni e Dario Cecchini; a New York al Perry St. di Jean-Georges Vongerichten; a Copenhagen al ristorante Noma, eletto per tre anni di seguito il miglior ristorante del mondo; infine nel nord della Svezia, al Fäviken Magasinet, denominato "il ristorante più audace del mondo" dalla rivista Bon Appétit. Al suo rientro negli USA, aPortland, Maine nell'inverno 2011-12, David crea il Portland Food and Cooking Class, dove insegna settimanalmente e ospita numerose cene-degustazione in stile "pop-up" basate esclusivamente su materie prime locali e spesso selvatiche. E’ un keynote speaker al 2012 Common Ground Country Fair a Unity, nel Maine, la più grande fiera del biologico al mondo. Hanno parlato di David nel New York Post, The Boston Globe, The Portland Phoenix, Eater Maine, Dr. Lisa Belisle's Radio Hour e il volume Portland Chef's Table. E 'membro di Slow Food, The Weston A. Price Foundation, e la Maine Organic Farmers' and Gardeners' Association.


A poet-chef from New York. Two food cultures face to face. The rediscovery of wildness and of the time-honored Viking traditions. "Rektun mat" (real food) as described by Magnus Nilsson of Fäviken and René Redzepi of NOMA. The farm-to-table movement that is taking North American cooking by storm.  

Interested? Stay tuned for course details or write us.  

The course is primarily demonstrative and includes a degustation of dishes and wines.

Date and time: Thursday October 25  from 5 to 8 pm

Location: to be announced

David Levi, originally from New York City, also grew up in the Berkshires and, just a bit, in Tuscany, which is where he fell in love with food. David graduated from Dartmouth College and went on to earn an MFA in poetry at Bennington College. His first restaurant work was in NYC, at Restaurant Sabor and Trattoria Gigino. He has since worked in Tuscany with butchers Stefano Falorni and Dario Cecchini, at Jean-Georges Vongerichten's Perry St. in NYC, at restaurant Noma in Copenhagen, widely considered the world's best restaurant, and at Fäviken Magasinet in northern Sweden, called "the world's most daring restaurant" by Bon Apetit magazine. Since returning to Portland, Maine in the winter of 2011-12, David has created and taught the weekly Portland Food and Cooking Class, has hosted numerous “pop-up” style tasting menu dinners featuring 100% local (and often wild) food, and was a keynote speaker at the 2012 Common Ground Country Fair in Unity, Maine, the largest organic festival in the world. David has been featured in the New York Post, The Boston Globe, The Portland Phoenix, Eater Maine, Dr. Lisa Belisle's Radio Hour, and the Portland Chef's Table cookbook. He is a member of Slow Food, The Weston A. Price Foundation, and the Maine Organic Farmers' and Gardeners' Association.



con Dario Cecchini e Mario Batali 
David alle prese con l'agnello asado argentino


giovedì 4 ottobre 2012

Ricetta: Tea Cake con mele & rabarbaro


Quest'anno abbiamo deciso che pubblichiamo più ricette. Quante migliaia di ricette avremo "rubato" dalla rete nei nostri anni a magheggiare in cucina? Sarà ora di "restituire" qualcosa, n'est-ce pas?

Non ci volevo credere quando ho trovato il rabarbaro al supermercato: dalle nostre parti non l'avevo mai visto. Mia madre me ne parla spesso e con grande nostalgia: lei viene da New York dove il rabarbaro cresce ovunque e viene utilizzato frequentemente nei dolci. E' apprezzato soprattutto per il sapore fresco e astringente che si abbina perfettamente con le mele, le fragole, la vaniglia... Però mai crudo, sempre cotto con lo zucchero: la marmellata di rabarbaro, infatti, è eccellente.

Dalla pianta del rabarbaro si utilizza il gambo robusto che somiglia un po' al sedano, con un fusto di un colore che oscilla fra il fucsia e il verde. Le foglie sono tossiche e non vanno consumate. In Cina utilizzano da millenni anche la radice che viene essiccata e macinata per scopi medicinali (ma si sapeva che i cinesi sono troooppo avanti...).

Per chi fosse così fortunato da avere facile accesso al rabarbaro fresco e cercasse idee su cosa farsene, propongo questa ricetta, facile e rapida, per un semplice tea cake con mele e rabarbaro (che si può fare anche solo al rabarbaro, aumentando la quantità a 500g). Io e mia madre non riuscivamo a smettere di mangiarlo.

Come sempre mi raccomando di avere un occhio di riguardo sulla qualità degli ingredienti: miglioreranno al contempo la vostra salute e la qualità dei piatti che preparate. Il sale? Meglio se integrale. La farina? Cercatela da un mulino artigianale che non la sbianca, perché il processo di sbiancamento toglie tutto quello che c'è di buono e sano della farina. Lo so che è difficile da trovare e costosa; anch'io uso spesso la farina commerciale ma se noi tutti richiediamo dei prodotti più naturali, piano piano saranno sempre più disponibili sul mercato.  

mercoledì 3 ottobre 2012

Food Fairies & Smartbox a InRoma



A quanto pare il caldo a Roma non ha alcuna intenzione di attenuarsi e quindi io faccio finta che è ancora estate. Ci sono quasi riuscita il giorno in cui, grazie all'invito di Smartbox, mi sono recata al ristorante InRoma per gustare dei piatti dai sapori e dai colori tipicamente estivi.

Arrivata in anticipo (per miracolo, essendo una di quelle giornate roventi con varie manifestazioni in corso) ho avuto tutto il tempo per osservare bene il locale, in particolare il dehors che si sviluppa lungo le mura antiche di via dei Fienili che, rialzata, costeggia la Piazza della Consolazione. La vista è ampia e rilassante sul parco alberato di fronte e la chiesa di fianco... insomma mi sono ritrovata in un angoletto di tranquillità e quiete nel bel mezzo di Roma Antica, al riparo dal caos urbano, addirittura con un tiepido venticello che offriva un gradito sollievo all'afa opprimente.

Ed ecco che ho il piacere di conoscere alcuni "colleghi" amanti della buona cucina: Donata Zanotti, responsabile di comunicazione di Smartbox, Luca Sessa di Per un pugno di capperi e Claudia Tiberti di Verde Cardamomo. Non si può dire che abbiamo faticato a trovare argomenti di conversazione, vista la comune ossessione (o quasi) sul FOOD in tutte le sue sfaccettature.

Sfogliando il menu la prima cosa che colpisce è la cura nella scelta delle materie prime. Mozzarella di bufala e burrata D.O.P. di Mondragone, grana riserva D.O.P., caciocavallo e provolone biologici D.O.P. del Molise. I pistacchi di Bronte ovunque: negli antipasti, nella pasta fresca fatta in casa, nelle seppie e nei dolci. La bottarga di Marzamemi, le olive di Gaeta, il tartufo nero umbro, il lardo di Colonnata... già il menu depone bene.
Il piatto più d'impatto era il crostino con alici, arance e pesto di pistacchi di Bronte che viene servito con uno "shot" di colatura di alici da irrorare sul tutto. Mi è piaciuto perché saziante, colorato, bello da vedere e ricco di sapori contrastanti che conflagrano in bocca: il dolce dell'arancia e il pistacchio, l'umami dell'acciuga e la colatura, l'amarognolo della rucola e la buccia d'arancia. Il tutto attenuato e sostenuto da un buon pane casereccio crostoso.

giovedì 27 settembre 2012

Ricetta: Ode alla zucca!

A proposito di stagionalità è proprio questo il periodo in cui le zucche iniziano a farsi assaggiare, testare, cucinare. Io le adoro in tutte le salse e ne faccio una scorpacciata durante l'autunno e l'inverno.

"La zucca è un alimento ipocalorico (15 calorie per 100gr di polpa) grazie all'alta concentrazione di acqua (94%) e bassissima percentuale di lipidi e proteine. E' ricca di caroteni e vitamina A, possiede una discreta quantità di minerali, vitamina C e vitamine del gruppo B. Facilmente digeribile, ha proprietà  rinfrescanti, lassative e diuretiche. Inoltre cresce in terreni poveri, è molto resistente e quindi non ha bisogno di antiparassitari e concimi. Io la definirei una diva in cucina! "

Ci siamo ripromesse io e Sara di pubblicare più ricette quest'anno visto le richieste da parte dei nostri utenti. Quindi dopo una meravigliosa spesa di verdure biologiche dal nostro "fruttiverduvendolo" e la recente visita al Taste of Roma, mi sono ritrovata con ingredienti  fantastici ( da Emporio delle spezie e Koppert Cress) che volevo assolutamente provare. Quindi armata di poco tempo ho organizzato una cenetta per tutta la famiglia. La ricetta è riadattata da Martha Stewart.

Crema di zucca con zenzero, sumac, colatura di alici, rock chives e fili di peperoncino


Ingredienti x 4 persone:

2 cucchiai di burro
1 cipolla rossa media, tagliata a vs piacimento
1 pezzo di zenzero fresco (di 5 cm), sbucciato e tagliato a pezzetti 
(io ne ero sprovvista quindi ho usato un bel cucchiaino di zenzero in polvere)
1 spicchio d'aglio, a pezzetti
1 zucca piccola da circa 1,200 kg, sbucciata, privata dei semi e tagliata a cubetti
1 cucchiaino di sale (preferibilmente fior di sale, io qui ne ho usato uno austriaco speziato)
800ml di brodo vegetale (o acqua)
1/2 cucchiaino di sumac 
fili di peperoncino q.b.
colatura di alici q.b.
rock chives q.b. (o crescione a vostro piacimento)

Fondere il burro a fuoco medio in una casseruola grande e lasciare insaporire la cipolla per circa 2 minuti. Aggiungere l'aglio, lo zenzero e la zucca, mescolando per non farli bruciare circa 5 minuti. A questo punto versate il brodo (o l'acqua) e portare ad ebollizione. Abbassare la fiamma e cuocere per circa 20/30 minuti, o finché la zucca non sarà tenera (testate la consistenza con una forchetta).

Tips: A me la crema piace densa, se la volete più liquida potete aggiungere più brodo o della panna. Invece se volete una vellutata aggiungete insieme alla zucca anche 1 patata grande.

Passare le verdure in un frullatore (o con minipimer) e quindi aggiungere il sale ( mi raccomando assaggiate se è abbastanza saporito, io ne uso poco in genere, inoltre usando la colatura non voglio salare troppo) e poi il sumac, mescolare bene e versare in 4 zuppiere. A questo punto siete voi a decidere come guarnire, io ho aggiunto un po' di colatura (non esagerate altrimenti vi rimarrà solo il sapore delle alici in bocca), i fili di peperoncino e guarnito con il rock chives.

Servite la zuppa calda.

Come vedete è semplicissima e ci vuole solo mezzora per prepararla, sbizzarritevi con altre spezie e verdure e provate altre combinazioni. 

Bon appétit!!

ff Nuvola

martedì 25 settembre 2012

Taste of Roma 2012: bocconi di squisitezza divina


Finalmente a Roma un Food Event all'altezza di una grande e meravigliosa metropoli: Taste of Roma, inaugurato quest'anno nei giardini pensili dell'Auditorium Parco della Musica. E' un format di Brand Events che si è tenuto già a Milano oltre che in molte altre città tra cui Londra, Sydney e Capetown.


Alcuni ingressi li abbiamo ricevuti in omaggio e quelli successivi li abbiamo dovuti acquistare: non ci è bastata una volta sola per assaggiare tutti i piattini gourmet preparati dai migliori chef di Roma!


ff Sara con la rosetta de il Convivio Troiani
L'organizzazione dell'evento è semplice e avvincente: 12 stand, ognuno di un ristorante diverso, con i loro celebri chef stellati in presenza, che 'sfornano' gustosi piattini (3 o 4 ciascuno) da acquistare con la Card Valuta ad un prezzo vantaggioso (€ 4/6 cad.) Oltre ai ristoranti c'è ovviamente una miriade di stand con vendita e promozione di prodotti di ottima qualità; c'è Trimani che vende i vini abbinati dagli chef ai vari piattini; c'è lo stand meraviglioso della Koppert Cress che con le sue erbe, crescioni, fiori e germogli ci ha stuzzicato le papille gustative; c'è anche l'emporio delle spezie dove abbiamo fatto parecchio shopping;  c'è Peroni con uno stand fornitissimo di utensili e infiniti gadgets per la cucina (che a noi piacciono da morire); infine ci sono le iniziative dei vari sponsor, fra cui dimostrazioni di cucina, degustazioni, interviste e lezioni di cucina.


lunedì 24 settembre 2012

Paradiso inaspettato: brunch da sultani a Zurigo!

Permettetemi un ultimo elogio della Svizzera prima di passare ad argomenti più "pertinenti"... Sono stata così fortunata da partecipare ad un 'Sunday Brunch' a 5 stelle superior nell'albergo più lussuoso di Zurigo, il Dolder Grand, la cui struttura, eclettica e affascinante, si erige sopra la città con un una vista mozzafiato sul lago, sugli eleganti quartieri di Zurigo che vi si affacciano e, più in là, sulle fiabesche Alpi innevate.
The Dolder Grand, con la parte più antica a sinistra e l'edificio moderno a fianco
La terrazza con vista sul lago

Lo gnomo svizzero in versione "Atlante"
L'elegante sala interna
Faccia a faccia con il buffet accuso un lungo momento di défaillance: l'entità della situazione, l'infinità di scelte mi lasciano sbalordita e paralizzata. Mi guardo intorno. I piatti freddi: insalate, finger food, formaggi, salumi, gamberetti stuzzichini conetti farciti e sushi... Quelli caldi: una tavolata spropositata di scaldavivande avveniristiche, che ovviamente non tardo ad aprire, sistematicamente, uno alla volta: cannelloni, spaetzle, spezzatini, fricassee, brasati... invitante, ma non proprio materiale da brunch per un'americana DOC ... Passo quindi al tavolo Frühstück (colazione): brioche, lieviti e pane fresco pieno di semi e uvetta, uova strapazzate, bacon e salsicce, pane, marmellata... Ma come si fa? Mi domando disperata. Inizio col dolce? Con il salato? Caldo o freddo? 











Un respiro profondo per placare il crescente senso di panico, e vado a prendere la macchina fotografica.

domenica 23 settembre 2012

Food markets lover!

Non posso dire di essere una super blogger, ne tantomeno una Foodie accanita (o quasi!), ma è vero che adoro il buon cibo, amo cucinare e soprattutto voglio conoscere! Ogni qualvolta sono via per vacanze o semplicemente per piccoli spostamenti devo scovare, conoscere, assaggiare e fotografare quello che vedo (dovreste vedere la faccia di mio marito quando cammino con iphone e canon...) Sono ancora alle prime armi è vero, ci vuole tempo e passione; il primo lo devo ritagliare tra le varie "duties" familiari e lavorative mentre la seconda non mi è mai mancata...in tutto quello che faccio!

cappesante con bacon e germogli di soia, wheat grass juice,
food stands al thames festival e banco di olive spagnolo

Dopo questa piccola introduzione eccoci al titolo di questo post: Food Markets!!!

Sono stata a Londra lo scorso weekend e la mia piccola vacanza si è concentrata su due posti in particolare, il Borough market e il Realfood markets.

A parte le tante prelibatezze, la quantità smisurata di cibo e proposte, l'innovazione e la tradizione dei produttori e il fermento di persone che come api nell'alveare sono intente a provare di tutto... a parte tutto ciò e non mi sembra poco, quello che mi colpisce è come mai a Londra (e NY, Parigi, Berlino, Sidney, eccetera...) ci siano dei food markets così interessanti e allo stesso tempo molto semplici. In fondo noi siamo in Italia, patria del cibo mediterraneo, dello Slow Food, di una cucina che tutti ci invidiano e invece che succede??? A parte i ristoranti stellati e fantastici, nuovi chef pluripremiati, una marea di blogs e Eataly, i nostri mercati sono molto pittoreschi ma poveri e quasi sempre tutti uguali. Reparto frutta e verdura, pesce, carne, i pizzicagnoli, banchi di utensili per la cucina alquanto scadenti e basta. Ma la domanda che mi pongo da un po' è : "Perché in tutte queste città europee e mondiali il cibo può essere venduto ed esposto al pubblico senza misure igieniche super-esagerate ma semplicemente esaltandone l'eccellenza?"

...un ragazzo italiano con un banco di caramelle naturali da tutto il mondo...
L'Emilia a Londra, carne e parmigiano reggiano!
Funghi di tutti i tipi, gourmet cheese & best brownie ever!
Pane favoloso!!!

venerdì 7 settembre 2012

Riflessioni... su pit-stop estivi e il monopolio dell'Autogrill

Futura Food Fairy Viv che agguanta una macedonia take-away

Che meraviglia… settembre a Roma! Le piogge torrenziali che si alternano col sole rovente, le primizie autunnali e le pesche tardive, i bambini che svaligiano le cartolerie… l’aria di un anno nuovo. Dopo una meravigliosa vacanza lontana dai fornelli, le Food Fairies sono di nuovo al lavoro, con tante idee e progetti per questo autunno-inverno 2012.

Ma prima di lanciarci completamente nel futuro prossimo, mi piacerebbe, come al solito, riportare qualche accenno “gastronomico” sugli ultimi due mesi trascorsi "on the road".

Consideriamo per un momento l’establishment per eccellenza che caratterizza necessariamente qualsiasi viaggio fuori porta in automobile: l’Autogrill. Diventato ormai così onnipresente da arrivare perfino negli aeroporti. L’Autogrill fornisce il minimo indispensabile per sfamare il viaggiatore: qualche panino decente, una bibita normale, un caffè buono, e un mare di junk food per riempire la macchina di stuzzichini dolci e salati. Nelle ore pasti (e solo nelle ore pasti, figurati se vuoi pranzare alle 4, ma come ti viene in mente!?) chi preferisce può rimediare anche un piatto caldo. Tutto sommato l’Autogrill è un given; un dato di fatto; una tappa scontata per qualsiasi viaggiatore. Che da generazioni ha monopolizzato le nostre autostrade. 





Ma poi, se ti capita di passare per la Svizzera, scopri che esiste una cosa diversa. Vedi l'insegna verde e ti fermi per fare il solito pit-stop, ti guardi intorno e confermi che infatti è un rest area per gli automobilisti, ma quando entri sei abbagliato da colori e profumi: sembra di essere in un piccolo mercato rionale. Montagne di frutta e verdura freschissime, fragranti pagnotte e panini appena sfornati, un ricco display di torte e crostate di frutta fresca, macedonia, yogurt, spremute e succhi fatti in casa… un’infinità di verdure condite, insalate e formaggi pronti da gustare, primi e secondi espressi preparati con ingredienti artigianali… insomma, sembra di essersi imbattuti nel tempio di un culto dedicato alla buona forchetta. Si tratta di un Marché, la catena svizzera di ristoranti/pasticcerie per automobilisti e viaggiatori. Guardate le immagini e capirete come vengono iperstimolati tutti i 5 sensi: qui troverete davvero qualcosa per tutti i gusti, tutti i tipi di dieta (Vegetariana? Ipocalorica? Vegana? Proteica? Bambini piccoli? No problem!). Non si tratta di un publicity stunt, vi invito a provare per credere: è davvero buono! E se non vi basta, allora aggiungo che tutti quelli in cui ci siamo fermati avevano anche il supermercatino fornitissimo attaccato al ristorante!