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domenica 15 settembre 2013

Food Fairies si evolve: un nuovo lavoro! Una nuova città!

Selezione di biscotti dal libro "Biscotti", di Mona Talbott e Mirella Misenti. Foto Annie Schlechter. 

Annunciamo grandi cambiamenti per entrambe le Food Fairies.

Come avevo già scritto in precedenza, Nuvola si è trasferita a Londra quest'estate e aspettiamo impazienti un suo post per aggiornarci sulle sue avventure, non appena avrà finito di spacchettare gli scatoloni e sistemare i bambini nelle rispettive scuole.

Nel frattempo, io sono diventata una lavoratrice retribuita! Naturalmente sono e sarò sempre una Food Fairy, ma da qualche giorno da questa parte lavoro al Rome Sustainable Food Project all'American Academy in Rome, lo stesso luogo dove ho trascorso un tirocinio di oltre 3 mesi che mi ha insegnato tantissimo. Lavoro accanto a degli chef di grande talento (chef esecutivo Chris Boswell, già Chez Panisse), in una cucina che produce quotidianamente una serie di piatti che continuano a stupirmi per la loro meravigliosa freschezza e pura golosità: sono fra i migliori che abbia mai mangiato. Non sto esagerando: per me, come si mangia all'American Academy, potrei mangiare ogni giorno, perché oltre a essere deliziosa, varia, sana e leggera, è una cucina sostenibile, non solo per il pianeta ma anche per l'organismo.

Per vedere alcune delle mie foto e descrizioni visitate questo post o guardate il video qui di seguito!

E... che c'entro io in tutto ciò? Da settembre sono la nuova Pastry Chef di questo posto meraviglioso. Mi occupo di tutti i dolci: croissants, muffins, scones e brioche per il bar; granola e mandorle tostate per la vendita al dettaglio; dessert per il pranzo e la cena. E tant'altro. E tutto ciò utilizzando gli ingredienti più strepitosi: le farine del mulino Marino, il burro e le uova bio, i cereali del Frantoio, il latte crudo bio, la cioccolata Amedei... Ah quasi dimenticavo, tutti i giorni preparo biscotti, tantissimi biscotti, da scegliere fra la miriade di ricette pubblicate nel libro omonimo, del 2010, dall'American Academy in Rome.


Sono felicissima di questa nuova avventura, il risultato di tanti mesi di lavoro sodo, e se vi farà piacere, vi delizierò prossimamente con foto e aggiornamenti dal mio angoletto di pasticceria.

Food Fairy Sara xx


About the Rome Sustainable Food Project from American Academy in Rome on Vimeo.

martedì 30 luglio 2013

Le avventure di Food Fairy Sara a scuola 'A Tavola Con Lo Chef'

Ho terminato da un pezzo ormai il corso di cucina, sarà ora di mettere insieme un po' di scatti e raccontarvi qualche cenno di quest'esperienza, no?!


Ebbene.... mi sono iscritta al corso di Perfezionamento alla Professione di Cuoco, alla scuola di cucina A Tavola Con Lo Chef a Roma, sede Pineta Sacchetti. Perché questa scelta? Sentivo che dopo tre anni di esperienza nel settore, oltre ad innumerevoli anni (come si fa a definire il momento in cui è nata questa passione? Ero troppo piiiiccola!) di autoapprendimento, era il momento giusto per ottenere una sorta di certificazione da un ente riconosciuto... insomma il famoso pezzo di carta. Che, insieme all'internship che avevo da poco terminato al Rome Sustainable Food Project, avrebbe iniziato a conferire un po' più di spessore al mio curriculum vitae. Mi sono informata sulle scuole e sui corsi disponibili su Roma e ho scelto A Tavola Con lo Chef. 


Si tratta di un corso di secondo livello, quindi un corso che va oltre le basi merceologiche delle materie prime e le tecniche di base, per iniziare ad esplorare alcune tecniche e ricette più complesse che appartengono ad un livello di ristorazione piuttosto alto. Qui dovrei precisare che a differenza degli altri allievi, io non avevo fatto il corso di primo livello ma, in seguito ad un breve colloquio con Sciullo, ho deciso di iscrivermi direttamente al secondo perché volevo spingermi oltre il mio "comfort level" e sfruttare questi 3 mesi per fare un salto di qualità ed esplorare territori meno conosciuti. C'è chi me lo ha sconsigliato: è più importante rafforzare le basi, il resto viene con l'esperienza... verissimo, ma la curiosità è femmina e... diciamolo, c'era pure il piccolo fatto di mio marito che rompeva, insistendo (come sa fare solo lui) che ero troppo avanti per il primo livello e dovevo darmi una mossa e dimostrarmi una volta per tutte!



In che consiste il corso? In poco tempo (3 mesi, 29 incontri complessivamente) si copre una panoramica di tematiche culinarie, ovviamente, dato il tempo limitato, assolutamente non in modo esaustivo. 6 lezioni dedicate alla carne, altrettante al pesce, 4 agli aspetti tecnologici della cucina professionale, 2 alla panificazione, 2 agli abbinamenti cibo-vino, 2 alla pasticceria e una rispettivamente alle uova, ai cereali, ai legumi e alle patate. 

giovedì 6 giugno 2013

Occupy the American Academy: due fatine al gianicolo

Si è presentata un'opportunità d'oro per le Food Fairies e... l'abbiamo presa al volo!

Uno dei borsisti all'American Academy - un architetto argentino - si doveva sposare e voleva organizzare un rinfresco per i suoi ospiti. Quello che doveva inizialmente essere un intimo pic nic si è però trasformato, nel corso dell'organizzazione, in un banchetto per più di cento persone, con tutta la comunità dell'Academy invitata a partecipare ai festeggiamenti.

E' stato un onore essere "convocata" dagli chef con i quali ho lavorato durante il mio tirocinio: per una serie di motivi non sarebbe stato possibile per loro occuparsi di questo evento e di conseguenza hanno preferito passare la "staffetta" a qualcuno di fiducia che già conosceva bene la cucina... ed ecco che approdano le Food Fairies all'American Academy!
Il menu, semplice ma generoso, lo abbiamo incentrato su delle ottime materie prime di altissima qualità, il che ha reso molto più facile il nostro lavoro. In particolare mi sono ispirata alle memorie sensoriali che si sono formate nelle lunghe estati passate nel Chianti: le spuntature di maiale (nel Chianti le chiamano Rosticciana o Rostinciana) profumate di aglio e rosmarino, la croccante "fettunta" (bruschetta) velata d'aglio, che ti lasciava sempre la bocca sporca d'olio d'oliva, i sapori selvaggi della finocchiona e del crostino toscano...

E così si è materializzato un rinfresco alla Food Fairies, ovvero un misto fra sagra di paese toscano e pic nic internazionale, caratterizzato da sapori decisi, colori intensi e... tanta gente brilla che chiacchierava e mangiava allegramente: segno di un party di successo!


Tagliere di salumi: finocchiona e mortadella

lunedì 15 aprile 2013

Personal chef in trasferta: da Roma a Zurigo


C'era una volta un bel bimbo di nome Adriano che doveva festeggiare la sua Prima Comunione. Sua mamma gli chiese in quale ristorante voleva invitare i suoi parenti per il pranzo, ma lui ha risposto che preferiva rimanere a casa e far cucinare alla zia Sara tutte le cose buone che piacevano a lui.

Solo che Adriano vive a Zurigo.

Ed ecco che mi sono trovata ad arrivare, come una vera fatina, sulla soglia di casa di mia cognata Ale a Zurigo, pronta ad esaudire i desideri gastronomici di Adriano, buongustaio ma con delle esigenze ben precise: niente salsa al pomodoro, niente maionese, niente cioccolata marrone.

Dopo aver sottoposto al giovane gourmand numerose proposte diverse, una (secondo me) più allettante dell'altra, abbiamo stabilitoil seguente menu, preparato dalla fatina sottoscritta, in trasferta, con l'approvazione univoca del festeggiato.




Crostini di baguette con gorgonzola, mascarpone, pere & noci
Cestini di sfoglia con uova, bacon e pomodorini confit
Cocktail di gamberi con salsa rosa
Bottoncini fatti in casa con mini schnitzel (fettine panate)
Rustici alla salsiccia

Lasagne in bianco con verdure di stagione

Polpette con salsa alla crème fraiche
Spiedini di maiale marinati con peperoni & ananas

Insalata di patate

Torta al cioccolato bianco con fragole fresche
Cupcakes alla vaniglia



FF Sara - foto by Anthony, age 5

giovedì 28 marzo 2013

Corso: Gustando il Marocco a Officine in Cucina


Siamo felicissime di annunciare il nostro prossimo corso, che si terrà nella splendida cucina di Officine Farneto, la location più industrial-chic di Roma nonché affascinante luogo di incontro per gli appassionati di cucina.

QUANDO
giovedì 18 aprile 18:30-21:30
DOVE
Officine in Cucina, c/o Officine Farneto, via dei Monti della Farnesina 77 (tra Ponte Milvio e Prati) 
QUANTO
€70

PRENOTAZIONI
06.83396746

Presentazione corso 
"Gustando il Marocco"

Scopriamo insieme quanto sia divertente imparare i segreti della cucina marocchina. Impariamo ad apprezzare le specialità di questo Paese ai limiti del Mediterraneo, in linea d’aria così vicino all’Italia ma con una cultura culinaria ben distinta: la cucina marocchina infatti è il risultato dell'influsso di varie culture, partendo dalla base dei Berberi indigeni ma fortemente improntata anche dalla presenza nei secoli degli arabi, i persiani e gli andalusi. 

La cucina del Marocco è affascinante, profumata e colorata. Carne e pesce si cucinano insieme a legumi e verdure per creare dei piatti unici sani e nutrizionalmente completi. Ma cucinati con una grande varietà di spezie, solitamente abbinate per creare dei sapori complessi ed esotici. L’accostamento fra dolce e salato è frequente, come nelle tajine di agnello con prugne, mele o patate dolci. La frutta secca, ricca di vitamine e minerali, appare frequentemente, contribuendo colore, sapore e complessità ai piatti.

Prepareremo alcuni tipici piatti marocchini in cui verrà utilizzata la tajine, una casseruola di coccio il cui coperchio, a forma di cono, favorisce la circolazione della condensa verso il basso, permettendo così una sorta di cottura al vapore che avviene in maniera uniforme, e che conserva ed esalta i sapori dei cibi.


Il corso è dimostrativo, con degustazione dei piatti preparati.


MENU


Zuppa speziata di carote 


Tajine di agnello con prugne, albicocche & couscous

Budino di latte e mandorle (Mulhalabya)

mercoledì 27 marzo 2013

Parliamo di... sostenibilità in cucina

Che cosa si intende per sostenibilità e perché è importante? Che cosa possiamo fare noi per essere più ambientalmente sostenibili?
courtesy of RSFP - photo by Annie Schlechter

Sono domande valide e chi le chiede, a mio avviso, è già un passo avanti perché vuol dire che si sta guardando intorno e si sta accorgendo che se continuiamo così, chissà dove finiremo.

Iniziamo con una definizione.
L’agricoltura sostenibile (anche detta eco-compatibile o integrata) è quella che, oltre a produrre alimenti e altri prodotti agricoli, è anche:- economicamente vantaggiosa per gli agricoltori- rispettosa dell’ambiente- socialmente giusta, contribuendo a migliorare la qualità della vita sia degli agricoltori che dell’intera società. Chi si occupa di agricoltura sostenibile, privilegia pertanto quei processi naturali che consentono di preservare la “risorsa ambiente”, evitando così il ricorso a pratiche dannose per il suolo (come le lavorazioni intensive) e a sostanze chimiche (pesticidi, ormoni, ecc.) e utilizzando fonti energetiche rinnovabili. Non c’è un unico modo per fare agricoltura sostenibile, i modelli agricoli più diffusi in Italia che mettono in pratica i principi e le tecniche sostenibili sono le produzioni integrate, l'agricoltura biologica e quella biodinamica. (www.ea.fvg.it)

La sostenibilità è un argomento vasto che concerne tutti i modi in cui noi esseri umani lasciamo le nostre tracce su questo pianeta. 


Può sembrare un problema inafferrabile che può solo essere affrontato da chi governa e fa le leggi, ma non è per niente così. Siamo noi i consumatori: con le nostre scelte definiamo noi quello che offre il mercato. Ci sono tante piccole cose che possiamo fare nel nostro quotidiano per aumentare la sostenibilità dei nostri consumi e ridurre di conseguenza il nostro impatto ambientale. 

domenica 24 marzo 2013

RSFP: una giornata nel mondo della cucina sostenibile


"La tavola dell’Accademia non è semplicemente deliziosa, è un’esperienza che ci riporta ai nostri sensi e che può essere un modello per le istituzioni formative ovunque nel mondo." – Alice Waters


Carciofi ripieni e crostini con fagioli purgatorio e scarola ripassata
Sono stati 3 mesi intensi, meravigliosi, stimolanti.  E’ stata un’esperienza professionale che mi ha cambiato la vita: ho imparato non solo a cucinare meglio, ma a farlo con un pensiero in più al benessere del nostro pianeta. Ho scoperto la gioia di lavorare in brigata insieme a cuochi di grande talento e umanità. Ho vissuto lo sforzo fisico che richiede quotidianamente questo tipo di lavoro. E ho riaffermato la mia passione inesauribile per questo magnifico mestiere. 
Imparando la ricetta autentica di miso soup, per una serata giapponese


FF Sara & collega Ross : squadra cappelletti 
RSFP kitchen
Per chi non avesse letto il post precedente, l’esperienza a cui mi riferisco è l’internship (tirocinio) al Rome Sustainable Food Project, la cucina che si trova all’interno dell’American Academy in Rome (AAR) e che segue i principi della sostenibilità alimentare. Qui vorrei raccontare come si è svolto l’internship, mentre in un secondo articolo parlerò di quello che s'intende per sostenibilità al livello di cucina e alimentazione, e farò qualche esempio di come abbiamo implementato tali principi nella nostra cucina. Ho incluso parecchie foto, che mi sembrave il modo migliore (non potendo purtroppo offrire assaggi) per illustrare la vera prelibatezza dei piatti che escono fuori da questa Cucina delle Meraviglie.

Ecco un esempio di un tipico turno del pranzo da stagista all’RSFP.

Ore 6,50: arrivo all’AAR. Mi infilo la divisa e le scarpe antinfortunistiche e salgo in cucina.

Ore 7,00-8,15: questa è l’ora di fuoco. Gli interns si dividono i compiti: non appena arriva la pizza bianca di Roscioli, ancora calda, bisogna preparare i panini per il bar, la metà di cui devono essere vegetariani. E’ importantissimo che i panini siano perfetti! Tutti uguali, della stessa forma e dello stesso peso: un fattore non poco stressante per gli interns, soprattutto data l’ora e la quasi totale assenza di caffeina (il bar apre alle 8)! Allo stesso tempo qualcuno deve occuparsi dell’inventario dettagliato: compito importantissimo per permettere allo chef di scrivere il menu del pranzo, che cambia di giorno in giorno, e che si basa fortemente sull’utilizzo degli avanzi (le zuppe si possono fare con le verdure avanzate, i sughi con i resti delle carni brasate, i crostini con qualsiasi cosa...). Per fare l’inventario si deve quantificare tutto quello che c’è in cucina e in magazzino: gli ortaggi, la frutta, le carni, i formaggi, tutti i contenitori di cibi preparati (salse, fondi, verdure pulite…).

domenica 25 novembre 2012

FF Sara si lancia... nella cucina sostenibile

Ragazzi l'emozione è tanta.... avevo accennato che c'erano dei progetti elettrizzanti in corso... ed ecco che domani inizia la mia nuova avventura: vado a lavorare nella cucina del Rome Sustainable Food Project, all'interno dell'American Academy Rome.


Pochi sono consapevoli dell'esistenza di questa piccola ma rivoluzionaria realtà che si trova nel cuore di Roma, in una splendida villa al Gianicolo, vicino a Porta di San Pancrazio. E' il frutto dell'ingegno di Alice Waters, celebre pioniera dello Slow Food negli USA, fondatrice del legendario Chez Panisse a Berkeley e food activist - è stata lei a convincere Michelle Obama a far piantare un orto biologico alla Casa Bianca.

L'Accademia Americana è un'istituzione che dal 1894 ospita i vincitori del Rome Prize, studiosi di varie discipline che vengono a proseguire le loro ricerche e i loro progetti nell'ambientazione suggestiva della Capitale. Il Rome Sustainable Food Project ha il compito di sfamare queste persone, e i loro familiari, per tutta la durata del loro soggiorno, e di farlo nel miglior modo possibile, ovvero in modo etico e sostenibile. Peraltro i fellows, come vengono denominati, ognuno impegnato nel proprio affascinante percorso di studio, sono incoraggiati al confronto e allo scambio di idee e a tal fine, ad ogni pasto si accomodano a delle lunghe tavolate conviviali studiate proprio per assecondare questo terreno fertile di idee.

INSOMMA.... domani inizio un tirocinio intenso, di 3 mesi, in cui lavorerò per Chris Boswell, ex-Chez Panisse, e imparerò "sulla pelle" che cosa vuol dire fare una cucina sostenibile, locale, 100% stagionale, biologica. Soprattutto partendo dalla scelta delle materie prime, che in parte provengono direttamente dall'orto e dal frutteto in sede e il resto da un fidatissimo fornitore locale, il coltivatore biodinamico Giovanni Bernabei. Ma anche dal riciclo di tutti gli scarti utilizzabili per realizzare un concime biologico. E infine - e questa è la parte più creativa e divertente - dallo sfruttamento degli avanzi di un pasto come punto di partenza per quello successivo.

Oggi sono troppo emozionata per approfondire l'argomento (prometto però di pubblicare aggiornamenti regolari!) ma vi lascio dei link ad alcuni articoli scritti sul RSFP che lo descrivono meglio di quanto possa io in questo stato.




Scatti di Gusto: Un'Americana ti parla. Cibo sostenibile e a km 0 all'Accademia di Roma.

New York Times: In Rome, the Academy Learns to Cook

La Cucina di Calycanthus: un'accademia americana a roma: about the RSFP

L'ortodimichelle: Zuppe dall'orto dell'Accademia Americana

Elizabeth Minchilli in Rome: Zuppe (lunch + book signing in Rome)

Gambero Rosso: Cucina italiana a stelle e strisce


FF Sara

giovedì 15 novembre 2012

Ecco la nostra Rome Restaurant Week

Questa edizione non ce la volevamo far scappare e pertanto siamo state furbe, prenotando con largo anticipo i ristoranti che ci intrigavano di più, assicurandoci dei posti in prima fila per degustare dei piatti a dir poco speciali (anche se la verità è che avremmo voluto provarli tutti). Dopo Taste of Roma e Cooking for Art, due eventi recenti che hanno portato ancora di più alla ribalta le realtà culinarie capitoline più prelibate, ecco che ritorna a Roma la Restaurant Week di Dining City. Per chi ama la buona cucina e vuole provare cose nuove senza devastare il portafoglio, questa è l'occasione perfetta e noi ne abbiamo approfittato!

A voi un piccolo panorama delle nostre avventure culinarie.

Avete partecipato? Raccontateci le vostre esperienze nei commenti!

Metamorfosi - Roy Caceres (1 Stella Michelin 2013)

Benvenuto dello chef: Lombetto di galletto con maionese al curry ed erbette

 uovo 65° carbonara con chips di polenta

risotto con lumachine bourguignonne e crema al prezzemolo

spalla d'agnello cotta a bassa temperatura, olio d'aneto, chips e crema di scorzonera

pane della casa in gusti assortiti

Dolce...non era incluso, peccato!!!

L'Arcangelo - Arcangelo Dandini

crema di zucca con acciuga e arancio candito

cacio e pepe alle erbe aromatiche

polpette di bollito di cappone con salsa di uovo e pecorino

cassatina nuda

Il tutto accompagnato da: Fontodi, chianti classico DOC da uve biologiche

Osteria Fernanda - Davide del Duca


ricotta croccante in pasta kataifi, sorbetto di peperoni, melanzane e rucola

ravioli al rosso d’uovo con carne cruda e asparagi

bucatini all’amatriciana con guanciale croccante

filetto di vitella affumicata in crosta di pane giardiniera di cipolle rosse e lamponi

Dessert: pomodori S. Marzano ripieni di mostarda di datterini, crumble di pomodoro e crema al latte di capra

tiramisù espresso

Vini: Terre di San Leonardo & Campo delle oche, Verdicchio dei castelli di Jesi Doc, classico riserva


L'Oste della Bon'ora - Maria Luisa Zaia

crema di lenticchie con briciole di salsiccia

crema di cipolle con crostini croccanti

A' Matriciana in cornucopia

strozzapreti alla gricia

trippa alla romana

pane della casa alle noci

Dessert: crema Maria Luisa, tortino di mele, tozzetti al cioccolato

Vino rosso della casa & Piana dei Castelli, Out e Grigio, IGT

mercoledì 14 novembre 2012

La storia di un faggiano o Independent Study Project: Wild Pheasant

Questo è un periodo fertile per noi Food Fairies, un periodo in cui abbiamo deciso di dedicarci più che mai alla nostra formazione  per fare un ulteriore salto di qualità in un mestiere di cui siamo ormai innamorate. Ognuna per la propria strada (parallela), senza però perdere di vista quello che abbiamo creato insieme, ci stiamo impegnando a imparare sempre di più.

In questa ottica, oltre ai nostri rispettivi progetti elettrizzanti (di cui scriveremo prossimamente), continua con un ritmo sempre più spietato l'auto-didattica, grazie ai numerosi libri e manuali che abbiamo raccolto negli ultimi tempi.

In particolare vi racconto della mia esperienza personale con un certo faggiano. 

Pervenutomi grazie a Bruno, la persona che lavora nell'azienda agricola della mia famiglia (e senza la quale non avremmo nessuna azienda agricola), il malcapitato pennuto è stato preso poiché ha avuto la pessima idea di sconfinare nella nostra proprietà. Ed è così che mi ritrovo con un bel regalo in frigo. Devo ammettere che non so bene che cosa farmene, anche perché sono sotto evento, con trecento canapés da preparare, e sinceramente non ci posso neanche pensare. Pertanto il volatile viene riposto in frigo fino a nuovo avviso.

mercoledì 3 ottobre 2012

Food Fairies & Smartbox a InRoma



A quanto pare il caldo a Roma non ha alcuna intenzione di attenuarsi e quindi io faccio finta che è ancora estate. Ci sono quasi riuscita il giorno in cui, grazie all'invito di Smartbox, mi sono recata al ristorante InRoma per gustare dei piatti dai sapori e dai colori tipicamente estivi.

Arrivata in anticipo (per miracolo, essendo una di quelle giornate roventi con varie manifestazioni in corso) ho avuto tutto il tempo per osservare bene il locale, in particolare il dehors che si sviluppa lungo le mura antiche di via dei Fienili che, rialzata, costeggia la Piazza della Consolazione. La vista è ampia e rilassante sul parco alberato di fronte e la chiesa di fianco... insomma mi sono ritrovata in un angoletto di tranquillità e quiete nel bel mezzo di Roma Antica, al riparo dal caos urbano, addirittura con un tiepido venticello che offriva un gradito sollievo all'afa opprimente.

Ed ecco che ho il piacere di conoscere alcuni "colleghi" amanti della buona cucina: Donata Zanotti, responsabile di comunicazione di Smartbox, Luca Sessa di Per un pugno di capperi e Claudia Tiberti di Verde Cardamomo. Non si può dire che abbiamo faticato a trovare argomenti di conversazione, vista la comune ossessione (o quasi) sul FOOD in tutte le sue sfaccettature.

Sfogliando il menu la prima cosa che colpisce è la cura nella scelta delle materie prime. Mozzarella di bufala e burrata D.O.P. di Mondragone, grana riserva D.O.P., caciocavallo e provolone biologici D.O.P. del Molise. I pistacchi di Bronte ovunque: negli antipasti, nella pasta fresca fatta in casa, nelle seppie e nei dolci. La bottarga di Marzamemi, le olive di Gaeta, il tartufo nero umbro, il lardo di Colonnata... già il menu depone bene.
Il piatto più d'impatto era il crostino con alici, arance e pesto di pistacchi di Bronte che viene servito con uno "shot" di colatura di alici da irrorare sul tutto. Mi è piaciuto perché saziante, colorato, bello da vedere e ricco di sapori contrastanti che conflagrano in bocca: il dolce dell'arancia e il pistacchio, l'umami dell'acciuga e la colatura, l'amarognolo della rucola e la buccia d'arancia. Il tutto attenuato e sostenuto da un buon pane casereccio crostoso.

martedì 25 settembre 2012

Taste of Roma 2012: bocconi di squisitezza divina


Finalmente a Roma un Food Event all'altezza di una grande e meravigliosa metropoli: Taste of Roma, inaugurato quest'anno nei giardini pensili dell'Auditorium Parco della Musica. E' un format di Brand Events che si è tenuto già a Milano oltre che in molte altre città tra cui Londra, Sydney e Capetown.


Alcuni ingressi li abbiamo ricevuti in omaggio e quelli successivi li abbiamo dovuti acquistare: non ci è bastata una volta sola per assaggiare tutti i piattini gourmet preparati dai migliori chef di Roma!


ff Sara con la rosetta de il Convivio Troiani
L'organizzazione dell'evento è semplice e avvincente: 12 stand, ognuno di un ristorante diverso, con i loro celebri chef stellati in presenza, che 'sfornano' gustosi piattini (3 o 4 ciascuno) da acquistare con la Card Valuta ad un prezzo vantaggioso (€ 4/6 cad.) Oltre ai ristoranti c'è ovviamente una miriade di stand con vendita e promozione di prodotti di ottima qualità; c'è Trimani che vende i vini abbinati dagli chef ai vari piattini; c'è lo stand meraviglioso della Koppert Cress che con le sue erbe, crescioni, fiori e germogli ci ha stuzzicato le papille gustative; c'è anche l'emporio delle spezie dove abbiamo fatto parecchio shopping;  c'è Peroni con uno stand fornitissimo di utensili e infiniti gadgets per la cucina (che a noi piacciono da morire); infine ci sono le iniziative dei vari sponsor, fra cui dimostrazioni di cucina, degustazioni, interviste e lezioni di cucina.


lunedì 24 settembre 2012

Paradiso inaspettato: brunch da sultani a Zurigo!

Permettetemi un ultimo elogio della Svizzera prima di passare ad argomenti più "pertinenti"... Sono stata così fortunata da partecipare ad un 'Sunday Brunch' a 5 stelle superior nell'albergo più lussuoso di Zurigo, il Dolder Grand, la cui struttura, eclettica e affascinante, si erige sopra la città con un una vista mozzafiato sul lago, sugli eleganti quartieri di Zurigo che vi si affacciano e, più in là, sulle fiabesche Alpi innevate.
The Dolder Grand, con la parte più antica a sinistra e l'edificio moderno a fianco
La terrazza con vista sul lago

Lo gnomo svizzero in versione "Atlante"
L'elegante sala interna
Faccia a faccia con il buffet accuso un lungo momento di défaillance: l'entità della situazione, l'infinità di scelte mi lasciano sbalordita e paralizzata. Mi guardo intorno. I piatti freddi: insalate, finger food, formaggi, salumi, gamberetti stuzzichini conetti farciti e sushi... Quelli caldi: una tavolata spropositata di scaldavivande avveniristiche, che ovviamente non tardo ad aprire, sistematicamente, uno alla volta: cannelloni, spaetzle, spezzatini, fricassee, brasati... invitante, ma non proprio materiale da brunch per un'americana DOC ... Passo quindi al tavolo Frühstück (colazione): brioche, lieviti e pane fresco pieno di semi e uvetta, uova strapazzate, bacon e salsicce, pane, marmellata... Ma come si fa? Mi domando disperata. Inizio col dolce? Con il salato? Caldo o freddo? 











Un respiro profondo per placare il crescente senso di panico, e vado a prendere la macchina fotografica.