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domenica 15 settembre 2013

Food Fairies si evolve: un nuovo lavoro! Una nuova città!

Selezione di biscotti dal libro "Biscotti", di Mona Talbott e Mirella Misenti. Foto Annie Schlechter. 

Annunciamo grandi cambiamenti per entrambe le Food Fairies.

Come avevo già scritto in precedenza, Nuvola si è trasferita a Londra quest'estate e aspettiamo impazienti un suo post per aggiornarci sulle sue avventure, non appena avrà finito di spacchettare gli scatoloni e sistemare i bambini nelle rispettive scuole.

Nel frattempo, io sono diventata una lavoratrice retribuita! Naturalmente sono e sarò sempre una Food Fairy, ma da qualche giorno da questa parte lavoro al Rome Sustainable Food Project all'American Academy in Rome, lo stesso luogo dove ho trascorso un tirocinio di oltre 3 mesi che mi ha insegnato tantissimo. Lavoro accanto a degli chef di grande talento (chef esecutivo Chris Boswell, già Chez Panisse), in una cucina che produce quotidianamente una serie di piatti che continuano a stupirmi per la loro meravigliosa freschezza e pura golosità: sono fra i migliori che abbia mai mangiato. Non sto esagerando: per me, come si mangia all'American Academy, potrei mangiare ogni giorno, perché oltre a essere deliziosa, varia, sana e leggera, è una cucina sostenibile, non solo per il pianeta ma anche per l'organismo.

Per vedere alcune delle mie foto e descrizioni visitate questo post o guardate il video qui di seguito!

E... che c'entro io in tutto ciò? Da settembre sono la nuova Pastry Chef di questo posto meraviglioso. Mi occupo di tutti i dolci: croissants, muffins, scones e brioche per il bar; granola e mandorle tostate per la vendita al dettaglio; dessert per il pranzo e la cena. E tant'altro. E tutto ciò utilizzando gli ingredienti più strepitosi: le farine del mulino Marino, il burro e le uova bio, i cereali del Frantoio, il latte crudo bio, la cioccolata Amedei... Ah quasi dimenticavo, tutti i giorni preparo biscotti, tantissimi biscotti, da scegliere fra la miriade di ricette pubblicate nel libro omonimo, del 2010, dall'American Academy in Rome.


Sono felicissima di questa nuova avventura, il risultato di tanti mesi di lavoro sodo, e se vi farà piacere, vi delizierò prossimamente con foto e aggiornamenti dal mio angoletto di pasticceria.

Food Fairy Sara xx


About the Rome Sustainable Food Project from American Academy in Rome on Vimeo.

giovedì 6 giugno 2013

Occupy the American Academy: due fatine al gianicolo

Si è presentata un'opportunità d'oro per le Food Fairies e... l'abbiamo presa al volo!

Uno dei borsisti all'American Academy - un architetto argentino - si doveva sposare e voleva organizzare un rinfresco per i suoi ospiti. Quello che doveva inizialmente essere un intimo pic nic si è però trasformato, nel corso dell'organizzazione, in un banchetto per più di cento persone, con tutta la comunità dell'Academy invitata a partecipare ai festeggiamenti.

E' stato un onore essere "convocata" dagli chef con i quali ho lavorato durante il mio tirocinio: per una serie di motivi non sarebbe stato possibile per loro occuparsi di questo evento e di conseguenza hanno preferito passare la "staffetta" a qualcuno di fiducia che già conosceva bene la cucina... ed ecco che approdano le Food Fairies all'American Academy!
Il menu, semplice ma generoso, lo abbiamo incentrato su delle ottime materie prime di altissima qualità, il che ha reso molto più facile il nostro lavoro. In particolare mi sono ispirata alle memorie sensoriali che si sono formate nelle lunghe estati passate nel Chianti: le spuntature di maiale (nel Chianti le chiamano Rosticciana o Rostinciana) profumate di aglio e rosmarino, la croccante "fettunta" (bruschetta) velata d'aglio, che ti lasciava sempre la bocca sporca d'olio d'oliva, i sapori selvaggi della finocchiona e del crostino toscano...

E così si è materializzato un rinfresco alla Food Fairies, ovvero un misto fra sagra di paese toscano e pic nic internazionale, caratterizzato da sapori decisi, colori intensi e... tanta gente brilla che chiacchierava e mangiava allegramente: segno di un party di successo!


Tagliere di salumi: finocchiona e mortadella

mercoledì 27 marzo 2013

Parliamo di... sostenibilità in cucina

Che cosa si intende per sostenibilità e perché è importante? Che cosa possiamo fare noi per essere più ambientalmente sostenibili?
courtesy of RSFP - photo by Annie Schlechter

Sono domande valide e chi le chiede, a mio avviso, è già un passo avanti perché vuol dire che si sta guardando intorno e si sta accorgendo che se continuiamo così, chissà dove finiremo.

Iniziamo con una definizione.
L’agricoltura sostenibile (anche detta eco-compatibile o integrata) è quella che, oltre a produrre alimenti e altri prodotti agricoli, è anche:- economicamente vantaggiosa per gli agricoltori- rispettosa dell’ambiente- socialmente giusta, contribuendo a migliorare la qualità della vita sia degli agricoltori che dell’intera società. Chi si occupa di agricoltura sostenibile, privilegia pertanto quei processi naturali che consentono di preservare la “risorsa ambiente”, evitando così il ricorso a pratiche dannose per il suolo (come le lavorazioni intensive) e a sostanze chimiche (pesticidi, ormoni, ecc.) e utilizzando fonti energetiche rinnovabili. Non c’è un unico modo per fare agricoltura sostenibile, i modelli agricoli più diffusi in Italia che mettono in pratica i principi e le tecniche sostenibili sono le produzioni integrate, l'agricoltura biologica e quella biodinamica. (www.ea.fvg.it)

La sostenibilità è un argomento vasto che concerne tutti i modi in cui noi esseri umani lasciamo le nostre tracce su questo pianeta. 


Può sembrare un problema inafferrabile che può solo essere affrontato da chi governa e fa le leggi, ma non è per niente così. Siamo noi i consumatori: con le nostre scelte definiamo noi quello che offre il mercato. Ci sono tante piccole cose che possiamo fare nel nostro quotidiano per aumentare la sostenibilità dei nostri consumi e ridurre di conseguenza il nostro impatto ambientale. 

domenica 24 marzo 2013

RSFP: una giornata nel mondo della cucina sostenibile


"La tavola dell’Accademia non è semplicemente deliziosa, è un’esperienza che ci riporta ai nostri sensi e che può essere un modello per le istituzioni formative ovunque nel mondo." – Alice Waters


Carciofi ripieni e crostini con fagioli purgatorio e scarola ripassata
Sono stati 3 mesi intensi, meravigliosi, stimolanti.  E’ stata un’esperienza professionale che mi ha cambiato la vita: ho imparato non solo a cucinare meglio, ma a farlo con un pensiero in più al benessere del nostro pianeta. Ho scoperto la gioia di lavorare in brigata insieme a cuochi di grande talento e umanità. Ho vissuto lo sforzo fisico che richiede quotidianamente questo tipo di lavoro. E ho riaffermato la mia passione inesauribile per questo magnifico mestiere. 
Imparando la ricetta autentica di miso soup, per una serata giapponese


FF Sara & collega Ross : squadra cappelletti 
RSFP kitchen
Per chi non avesse letto il post precedente, l’esperienza a cui mi riferisco è l’internship (tirocinio) al Rome Sustainable Food Project, la cucina che si trova all’interno dell’American Academy in Rome (AAR) e che segue i principi della sostenibilità alimentare. Qui vorrei raccontare come si è svolto l’internship, mentre in un secondo articolo parlerò di quello che s'intende per sostenibilità al livello di cucina e alimentazione, e farò qualche esempio di come abbiamo implementato tali principi nella nostra cucina. Ho incluso parecchie foto, che mi sembrave il modo migliore (non potendo purtroppo offrire assaggi) per illustrare la vera prelibatezza dei piatti che escono fuori da questa Cucina delle Meraviglie.

Ecco un esempio di un tipico turno del pranzo da stagista all’RSFP.

Ore 6,50: arrivo all’AAR. Mi infilo la divisa e le scarpe antinfortunistiche e salgo in cucina.

Ore 7,00-8,15: questa è l’ora di fuoco. Gli interns si dividono i compiti: non appena arriva la pizza bianca di Roscioli, ancora calda, bisogna preparare i panini per il bar, la metà di cui devono essere vegetariani. E’ importantissimo che i panini siano perfetti! Tutti uguali, della stessa forma e dello stesso peso: un fattore non poco stressante per gli interns, soprattutto data l’ora e la quasi totale assenza di caffeina (il bar apre alle 8)! Allo stesso tempo qualcuno deve occuparsi dell’inventario dettagliato: compito importantissimo per permettere allo chef di scrivere il menu del pranzo, che cambia di giorno in giorno, e che si basa fortemente sull’utilizzo degli avanzi (le zuppe si possono fare con le verdure avanzate, i sughi con i resti delle carni brasate, i crostini con qualsiasi cosa...). Per fare l’inventario si deve quantificare tutto quello che c’è in cucina e in magazzino: gli ortaggi, la frutta, le carni, i formaggi, tutti i contenitori di cibi preparati (salse, fondi, verdure pulite…).

domenica 25 novembre 2012

FF Sara si lancia... nella cucina sostenibile

Ragazzi l'emozione è tanta.... avevo accennato che c'erano dei progetti elettrizzanti in corso... ed ecco che domani inizia la mia nuova avventura: vado a lavorare nella cucina del Rome Sustainable Food Project, all'interno dell'American Academy Rome.


Pochi sono consapevoli dell'esistenza di questa piccola ma rivoluzionaria realtà che si trova nel cuore di Roma, in una splendida villa al Gianicolo, vicino a Porta di San Pancrazio. E' il frutto dell'ingegno di Alice Waters, celebre pioniera dello Slow Food negli USA, fondatrice del legendario Chez Panisse a Berkeley e food activist - è stata lei a convincere Michelle Obama a far piantare un orto biologico alla Casa Bianca.

L'Accademia Americana è un'istituzione che dal 1894 ospita i vincitori del Rome Prize, studiosi di varie discipline che vengono a proseguire le loro ricerche e i loro progetti nell'ambientazione suggestiva della Capitale. Il Rome Sustainable Food Project ha il compito di sfamare queste persone, e i loro familiari, per tutta la durata del loro soggiorno, e di farlo nel miglior modo possibile, ovvero in modo etico e sostenibile. Peraltro i fellows, come vengono denominati, ognuno impegnato nel proprio affascinante percorso di studio, sono incoraggiati al confronto e allo scambio di idee e a tal fine, ad ogni pasto si accomodano a delle lunghe tavolate conviviali studiate proprio per assecondare questo terreno fertile di idee.

INSOMMA.... domani inizio un tirocinio intenso, di 3 mesi, in cui lavorerò per Chris Boswell, ex-Chez Panisse, e imparerò "sulla pelle" che cosa vuol dire fare una cucina sostenibile, locale, 100% stagionale, biologica. Soprattutto partendo dalla scelta delle materie prime, che in parte provengono direttamente dall'orto e dal frutteto in sede e il resto da un fidatissimo fornitore locale, il coltivatore biodinamico Giovanni Bernabei. Ma anche dal riciclo di tutti gli scarti utilizzabili per realizzare un concime biologico. E infine - e questa è la parte più creativa e divertente - dallo sfruttamento degli avanzi di un pasto come punto di partenza per quello successivo.

Oggi sono troppo emozionata per approfondire l'argomento (prometto però di pubblicare aggiornamenti regolari!) ma vi lascio dei link ad alcuni articoli scritti sul RSFP che lo descrivono meglio di quanto possa io in questo stato.




Scatti di Gusto: Un'Americana ti parla. Cibo sostenibile e a km 0 all'Accademia di Roma.

New York Times: In Rome, the Academy Learns to Cook

La Cucina di Calycanthus: un'accademia americana a roma: about the RSFP

L'ortodimichelle: Zuppe dall'orto dell'Accademia Americana

Elizabeth Minchilli in Rome: Zuppe (lunch + book signing in Rome)

Gambero Rosso: Cucina italiana a stelle e strisce


FF Sara